Durante la mia esperienza da aikidoka ho dovuto superae diversi momenti di “crisi” dati da mancanze, da una pratica difettosa ed insoddisfacente sia sul piano fisico che interiore.
Ho trascorso periodi che a volte sono durati anche uno o due anni, avendo dentro di mè uno spirito di incompletezza e superficialità, una sorta di periodo critico che si è prolungato sino a quando non si sono “aperte delle porte” che mi hanno fatto salire un gradino di questa scala cosi alta, che conduce alla comprensione dell’Aikido.
In lingua cinese, cui il giapponese è strettamente imparentato, la parola “Crisi” è formata da due ideogrammi: “Wei Ci”. Il primo può essere tradotto come “pericolo”, il secondo come “cambiamento”, “trasformazione”. Forse il momento della crisi è proprio questo, la comprensione nella propria anima del senso frustrante del pericolo e dell’occasione di un cambiamento.
La fortuna, Deo concedente, sta nella possibilità e capacità di attuarlo.

Bibbliografia: sunto tratto dal testo “Aikido l’arte della relazione” di Gianmarco Olivè.

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google

One Response to ““Crisi” o “Wei Ci””

  1. Luca Sartoni Says:

    messaggio ricevuto

Leave a Reply