L’ Aikido è sempre stato considerato la tecnica di combattimento propria dei gentiluomini. Emerso da un periodo lunghissimo d’oscurità in oriente, secondo la tradizione era noto soltanto ad una ristretta cerchia di persone generalmente di rango elevato. L’arte marziale conosciuta oggi come Aikido appare a prima vista come un metodo altamente dinamico e dalle molteplici possibilità strategiche per difendersi efficacemente da un numero vastissimo di attacchi violenti; ottenuto da una sintesi intelligente ed accurata delle antiche arti del guerriero nipponico, l’aikido è definito come una delle arti marziali giapponesi più misteriose e complesse.
Ad un esame più accurato – “e questo è l’aspetto che colpisce maggiormente le persone che riescono a vedere oltre la dimensione marziale di quest’arte” – l’Aikido si rivela anche come un metodo per rafforzare il corpo e la mente, al fine di sviluppare una personalità equilibrata ed intelligente.

Ma perchè fare Aikido?
“Perchè è unico”. Quasi tutte le altre arti marziali tradizionali, dopo tutto, affermano di essere metodi di autodifesa efficaci e molte di esse possono essere praticate sia da persone giovani sia da quelle anziane. L’Aikido si proclama un’arte di difesa puramente riflessiva, attivata eticamente da un attacco violento, non provocato. Nella sua filosofia quest’arte vuole dunque ottenere la neutralizzazione dell’aggressore senza causare danni irreparabili ed inevitabili, non creando cioè complicazioni ulteriori.

Nella pratica dell’arte si studia l’Hara, il centro addominale dell’uomo, punto di coordinamento mentale e fisico per agire entro e fuori i limiti del tappeto di allenamento, e del Ki, energia centralizzata da impiegare nella reazione ad attacco ingiustificato. Entrambi questi concetti vanno vissuti in senso più ampio in modo da trovare un equilibrio ed una armonia con tutto ciò che ci circonda: cose, persone, animali, tempo e spazio, vivendo l’esistenza nella sua interezza. La pratica dell’Aikido, nelle sue strategie, tattiche, movimenti preparatori e tecniche conclusive di neutralizzazione, si rivela come singolarmente rilassata, priva di tensioni ed irrigidimenti paralizzanti, e come tipicamente circolare, fluida, ampia.

Chi crede di fare Aikido? Tutti coloro che praticano pensando di completare una mancanza “che invece è voluta” di attacchi o colpi violenti, non necessari per chi pratica la vera filosofia di quest’arte. Chiunque non sia capace di relazionarsi con gli altri stili di arti marziali e che vede la propria crescita individuale come un traguardo di potere e comando: “L’Aikido si pratica per migliorare se stessi e per armonizzarsi con gli altri”.
I maestri che vedono nei propri allievi rivalità e sentimento di ribellione. Coloro che praticano una qualsiasi arte marziale come l’Aikido e usano frasi come “Ti aspetto fuori”. Il praticante o Maestro dalla grande padronanza tecnica ma senza carisma che vuole dimostrare la sua forza e non si adegua al livello tecnico del compagno o allievo con cui stà praticando. Il Maestro che impone il rispetto e la disciplina ai propri allievi – rispetto che va guadagnato, gli allievi che scelgono il proprio Maestro – e che vuole impedire all’allievo di vivere le proprie esperienze nel rispetto dell’etica marziale. Chi pratica Aikido e rinnega il proprio Maestro o allievo: le esperienze vissute sono frutto del proprio bagaglio tecnico fisico e spirituale.

Federico Bernardi

Bibliografia: “AIKIDO e la sfera dinamica” edizioni Mediterranee

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No Responses to “Perchè fare Aikido e Chi crede di fare Aikido”

  1. bakadesh Says:

    L’ho letto “Aikido e la sfera dinamica”. Ma anche “la filosofia dell’Aikido” di Stevens dà molte spiegazioni su questa A.M.. A me è piaciuto molto.

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