Le mani
April 5th, 2008
Nelle arti marziali la mano ha un ruolo chiave. E’ lo strumento dello spirito e il canale dell’energia. E’ un trasmettitore privilegiato del ki e un eccezionale mezzo di controllo. Ma finchè la mano non acquista il potere che le è proprio, dice un testo tibetano, bisogna insegnarle a dare e non a ricevere. Deve essere aperta per dimostrare che in essa non esistano più l’odio e l’avidità. Il pugno chiuso su se stesso deve aprirsi, dice un altro testo sacro, affinchè la sua luce, in forma di raggiuo, lenisca le sofferenze degli uomini.
”Quando un fedele si evolve in purezza morale, le sue mani
diventano poteri trasmettitori di energia spirituale,
perchè le mani sono dotate di chakra attraverso i quali l’energia
superiore dell’anima trova (quando è il momento)
il suo campo di espressione e di servizio”.
Durante alcune iniziazioni del buddhismo esoterico shingon, il maestro si serve della mano per trasmettere certi poteri e stimolare le potenzialità psichiche del nuovo adepto, toccando (nyasa) con le dita alcune zone nervose del corpo.
In Oriente come in Occidente, si pensa che la mano contenga virtualmente tutta la vita passata della persona. E’ un universo in miniatura concepito come si deve, cioè con una doppia polarità. La mano sinistra rappresenta il mondo della forma e dell’effetto (yin), la mano destra quello della causa e del divino (yang). In molti mudra le mani vengono unite affinchè l’uomo realizzi nel suo cuore che materia e spirito non sono diversi l’uno dall’altro, poiche lo spirito non è altro che materia al livello più elevato e la materia non è altro che spirito al livello più basso.
Molto interessante sono i punti dell’agopuntura, capire la relazione trà le dita e gli organi del corpo e anche le corrispondenze celesti della chiromanzia.
Sul piano dell’energia, la mano possiede nel suo palmo un piccolo centro, o turbine, di ki; quando questo chakra diventa normalmente attivo, le dita diventano il canale di cinque flussi di luce.
E’ bene anche sapere che i nervi che terminano nelle dita sono in rapporto con gli organi della vista psichica. Per questo motivo è possibile vedere, sentire un avversario, semplicemente tenendo verso di lui le nostre dita aperte, come antenne. Questo è uno dei significati dei kamaé (guardia) nell’Aikido.
l’estensione del ki attraverso le cinque dita viene enormemente facilitata dalla pratica delle armi lunghe o da un certo modo di concepire l’uso di tali armi.
Nella scuola Katori Shinto Ryu esiste un insegnamento segreto che riguarda questo modo di utilizzare la sciabola. E’ riassunto in questa frase:
”Kate uchi wa go sun toku ari”
In sintesi, la sciabola deve diventare parte integrante del corpo.
Dev’essere un’ estensione del corpo, come la mano o il braccio. Un tale atteggiamento permette di estendere il proprio ki fino alla punta dell’arma e di arrivare a una precisione straordinaria.
Quando si dice estendere il proprio ki, s’ intende anche estendere la propria coscienza. In questo modo diventa possibile sentire con la punta della propria arma come se fosse la punta delle proprie dita.
Ricorderete che il senso del tatto, quando è perfetto, permette di sviluppare il potere di conoscere l’altro. La mano è dunque strettamente connessa al potere umano di conoscere e valutare le cose. Attraverso la conoscienza delle cose, l’uomo acquisisce il discernimento, che è rappresentato dalla spada perchè, come dicono i monaci giapponesi, è essa che trancia trà il vero e il falso. La spada della saggezza (e-ken),dunque, maneggiata da colui che ha ottenuto la bodhi (illuminazione) permette di ottenere la spada della conoscienza (chi-no-ken). Questa spada, tuttavia, sarà senza nessun potere se la mano che la tiene non è l’espressione di un uomo dacciaio e dagli ideali elevati quanto il simbolo del katana nella religione shinto.
Il karatedo ha dato molta importanza all’utilizzo delle mani nella sua strategia. Di taglio, di punta, a pugno chiuso, ecc… : tutti modi di colpire offerti dalla mano, con le forme che può assumere. I maestri , tuttavia, precisano che la mano è soltanto un canale e che resta debole se non è stata scoperta la sorgente del ki.
Vi sono esercizi di mudra che hanno la particolarità di rinforzare considerevolmente il centro del ki all’interno dei palmi delle mani. Uno particolarmentefacile viene eseguito al dojo dopo uno sforzo intenso, quando il sangue è stato intensamente arricchito di ki e ha circolato in tutto il corpo: mettetevi in piedi, con il corpo ben diritto; chiudete gli occhi, le braccia rilassate leggermente staccate da entrambi i lati del corpo; aprite bene le dita, con le palme rivolte in avanti; cocentrate la vostra attenzione su quanto accade nelle vostre dita; sentirete ben presto un pizzicore naturale, una sensazione di leggera vibrazione. Si tratta di una manifestazione dell’energia del ki. Bisogna immaginare o visualizzare subito un raggio di luce arancione che esce dalle dita e continuare questo esercizio il più a lungo possibile.
Un altro esercizio dello stesso genere, che è una prova della realtà del potere della nostra volontà sul ki, consiste nell’eseguire lo stesso esercizio precedente, ma concentrandosi su una mano sola: immaginate che si raffreddi, cercate di sentire il freddo, magari immaginando che sia posta sul ghiaccio. Potete fare lo stesso esercizio mentale cercando di riscaldare la mano.
Questi esercizi sono facilissimi e danno molto spesso degli ottimi risultati. Aiutano a lavorare mentalmente e a utilizzare le risorse interiori (visualizzazione, volontà, concentrazione), oltre ad aprire i canali (nadi) del ki all’interno delle mani. Sono anche degli ottimi esercizi per comprendere in che modo possiamo utilizzare la forza del ki, sia positivamente, sia negativamente, per attrarre o respingere. Così, invece di pensare che la vostra mano si scaldi, pensate che attiri, e presto la vostra mano, all’inizio impercettibilmente, attirerà ciò che si trova alla sua portata. Potete applicare questo pseudo-segreto del budo e realizzare considerevoli progressi nella vostra disciplina.
Bibliografia: La vera forza delle arti marziali (Michel Coquet)




Leave a Reply