Gli occhi

April 1st, 2008

Nel Budo, gli occhi sono di capitale importanza: grazie a essi valutiamo la natura delle cose che ci circondano. Nella lotta per la vita, l’occhio ha un’importanza relativa perchè non bisogna fidarsi della vista, che può essere un importante fattore di errore e di illusione, come il modo fisico che contempliamo quotidianamente. E’ necessario imparare a vederci chiaro. Ma parliamo un pò dell’occhio.
Sul piano fisico, l’occhio è strettamente connesso con le zone frontali e la ghiandola pituitaria. Sul piano eterico, lahiandola pituitaria è collegata al centro fisico della fronte, che gli yogi indiani chiamano centro ”ajna”. E’ un vortice di energia situato alla radice delle sopracciglia, fra gli occhi. In Oriente questo punto preciso compare sempre nelle statue delle divinità. Il centro ajna è l’organo (invisibile) della personalità integrata e perfetta, della vista intuitiva e del discernimento spirituale.  Per il budoka è questo che deve diventare l’organo della vera vista. Spesso si dice che gli occhi sono la finestra dell’anima, ed è così vero che in india esiste una scienza basata unicamente sul potere dell’occhio. Dagli occhi emanano delle forze e delle energie che possono avere un potere reale sugli altri. Questo fatto è stato alla base di quel ramo del combattimento occulto dei ninja chiamato ” taiminjutsu”, che da noi si chiama ipnosi. in un uomo evoluto spiritualmente, l’occhio destro, quando è volontariamente diretto, trasmette l’energia del corpo emozionale, mentre l’occhio sinistro trasmette l’energia della mente analitica. in un simile individuo lo sguardo è debole e non può utilizzare la volontà per influenzare e dirigere un avversario. In un grande esperto, al contrario, l’occhio destro distribuisce l’energia dell’anima e l’occhio sinistro è il canale dell’energia della mente pura e intuitiva. In tal caso il centro ajna diventa l’organo eterico che concentra  e dirige tutte queste energie. Questo punto focale di concentrazione funziona allora come un terzo occhio, che trascende quanto la vista fisica ordinaria può percepire.
A un altro livello, e affinchè si possa meditare utilmente sulle reazioni e le funzioni dell’occhio secondo la tradizione orientale, precisiamo che l’occhio sinistro è in relazione con l’aspetto ”intelligenza” (e con il centro eterico della gola), l’occhio destro è in relazione con l’aspetto ”amore” (e con il centro eterico ajna), e il terzo occhio rappresenta l’aspetto ”volontà” o ”potere” in cui si radica l’occhio divino (il centro eterico della testa).
Nel Budo esistono tre modi di utilizzare il potere della vista:

  1. Il primo modo di utilizzare gli occhi è concreto. Spesso serve prima del combattimento vero e proprio. E’ la fase di osservazione, sempre molto sviluppata negli esperti di arti marziali; comprende l’osservazione topografica e metereologica, l’osservazione della posizione del sole, del numero degli avversari, della natura delle loro armi e del loro comportamento, ecc… . Questo tipo di osservazione è necessario, ma deve essere rapidissimo, quasi istantaneo, e dare il via a tutti i grandi principi della strategia militare. In poche parole, si tratta di guardare bene.
  2. Il secondo modo di utilizzare la vista non è più guardare, ma vedere senza guardare. Ciò avviene quando la mente ha smesso di essere l’osservatore. Takuan spiega che ” la mente, per essere libera, non deve attaccarsi nè agli occhi, nè all’arma dell’avversario, ma deve essere fluida come l’aria”. In questo tipo di percezione, che soltanto un maestro è capace di attuare, il centro della fronte diventa l’organo della percezione.
  3. Il terzo modo di percepire nasce dalla sintesi dei primi due. Musashi lo spiega così:
    “ Nella strategia è importante vedere gli oggetti lontani come se fossero vicini e guardare da lontano le cose molto vicine. Bisogna vedere la sciabola del nemico e non essere distratti dai movimenti insignificanti della sua sciabola. Dovete studiare questo. Lo sguardo nel duello è lo stesso che per la strategia sul campo di battaglia”.
    Musashi precisa che bisogna essere in grado di guardare tutte le parti senza muovere le pupille. Tutte le discipline marziali, dopo lunghi  anni di addestramento, permettono di vedere senza guardare. se lo zanshin e buono, il campo visivo aumenta incessantemente e quando il centro ajna è attivo, è possibile vedere dietro di sè senza usare gli occhi. Aquesto livello , però, la vista è piuttosto una forma di percezione intuitiva.
    Uno dei primi atteggiamenti che bisogna assumere durante un kata consiste nel dirigere lo sguardo (me-tzuke) nè troppo in alto , nè troppo in basso, badando che non sia nè troppo debole, nè troppo forte. Ciò richiede un vero e proprio distacco interiore dal frutto dell’azione.

Bibliografia: Lo spirito del Budo (Michel Coquet)
   

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