Aspetti della Dualità

January 16th, 2008

Ognuno di noi possiede potenzialmente due corpi:

  • Corpo Organico – il corpo materiale, che ha bisogno di nutrirsi, che respira, che lavora, accumula ricchezze, che consuma la vita.
  • Corpo Alchemico – il nostro spirito, che si trasforma con l’esperienza, che impara dal proprio corpo a migliorare la mente e dalla propria mente per migliorare il corpo, un corpo che vive la vita.

Chi vive solamente nel materialismo vive senza assaporare il significato vero della vita. Chi vive solo di spiritualismo perde il sapore e l’esperienza terrena dell’esistenza.

E’ importante capire questo dualismo per capire il legame tra arti marziali tradizionali in rapporto alla nostra vita quotidiniana.

Corpo – Spirito

Materiale – Divino

Corpo – Mente

Ventre – Mente

Nascita – Morte

Interno – Esterno

Inspirazione – Espirazione

Terra – Cielo

Ghiaccio - Vapore

Materia – Spirito

Duro – Morbido

Cedevolezza – Resistenza

Sviluppando entrambe le conoscenze si acquisisce le facoltà di analizzarsi e visione complessiva indispensabili a consumare e vivere la vita. Il passaggio la regolazione, l’armonia, l’unione, il divenire tra i due estremi è dato dalla centralità:

Corpo – Essere – Spirito

Materia – Umano – Divino

Corpo – Sentimento – Mente

Ventre – Cuore – Mente

Nascita – Vita – Morte

Interni – Centro – Esterno

Inspirazione – Respirazione – Espirazione

Terra – Acqua – Cielo

Ghiaccio – Acqua – Vapore

Solido – Liquido – Gassoso

Materia – Umanità – Spirito

Duro – Elastico – Morbido

Cedevole – Integrazione – Resistenza

Quadrato – Cerchio – Triangolo

I significati nella loro centralità rappresentano il divenire, l’Armonizzazione, l’equilibrio tra i due estremi.

La materia è di questa terra, il divino non è di questa terra, il divenire è nella vita, essa è la metamorfosi tra umano e divino.

Conclusione: sono molte le scuole di Aikido che non praticano più (o che non hanno mai praticato) le basi KI HON, passando direttamente alla fase KI NO NAGARE, giustificandosi dichiarando che l’Aikidodeve essere ” morbidezza e armonia” , svincolato dalla rigidità, dalla forza, dalla durezza. Questo è vero, ma questa ”morbidezza e armonia” deve essere acquisita, guadagnata, passando dal duro al morbido dalla scoordinazione all’armonizzazione, analizzandone tutti i passaggi, altrimenti non sarà mai vera morbidezza e vera armonia. Non è possibile fare un buon Ki no Nagare senza conoscere il Ki Hon, non è possibile arrivare al Takemusu Aiki se non si è passati per il Ki Hon e il Ki no Nagare.

Testo estrapolato da degli scritti di Giancarlo Giuriati.

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