La Battaglia
June 25th, 2008
Bushido
June 19th, 2008
- Non ho genitori: cielo e terra sono i miei genitori
- Non ho potere divino: La lealtà è il mio potere
- Non ho mezzi: l’obbiettivo è il mio mezzo
- Non ho potere magico: la forza interiore è la mia magia
- Non ho ne vita ne morte: l’eterno è la mia vita e la mia morte
- Non ho corpo: la forza è il mio corpo
- Non ho occhi: i miei occhi sono la luce del lampo
- Non ho orecchie: le mie orecchie sono la mia sensibilità
- Non ho membra: le mie membra sono la prontezza
- Non ho progetti: i miei progetti sono l’occasione
- Non ho miracoli: i miei miracoli sono la legge universale
- Non ho principi: i miei principi sono l’adattamento
- Non ho amici: i miei amici sono il mio spirito
- Non ho nemici: i miei nemici sono l’imprudenza
- Non ho corazza: buona volontà e rettitudine sono la mia corazza
- Non ho castello: lo spirito impassibile è il mio castello
- Non ho katana: il sonno dello spirito è la mia katana
BUDO classico e BUSHIDO
June 9th, 2008
Budo classico
- Il Budo non deve essere inteso come strumento di attacco o per sviluppare la forza fisica e muscolare.
- Il ruolo del Budo è pacifico in quanto coltiva la pace e il benessere fisico e spirituale e mira alla creazione di un ambiente sociale che riesca ad eliminare tutti quegli elementi che possoni portare ad un conflitto.
- L’efficienza marziale del Budo si fonda sulla pratica dei principi della medicina orientale attraverso i quali una persona di qualsiasi età, sesso e forza può riuscire a preservare il proprio benessere.
- Le tecniche del Budo consistono nell’applicazione di tre movimenti base del corpo:
perpendicolare, circolare, curvilineo e tutte le loro combinazioni e varianti. - Il punto più importante del Budo consiste nell’antica arte tradizionale dei punti sensibili attraverso i quali si può far perdere coscienza ad un avversario o paralizzarlo agendo direttamente sugli organi interni.
- Il Budo originale usa solo le potenzialità dell’uomo (unione corpo, mente, spirito) e non comprende attrezzi.
- Il Budo in quanto tecnica di difesa, ha come scopo l’annullamento dell’attacco.
- Il Budoka non usa mai le proprie tecniche per iniziare un attacco. Ognuno sarà il Maestro di se stesso nel perfezionamento delle pratiche la cui strada viene solamente tracciata dal Maestro.
Bushido
Con il termine “Bushido” che vuol dire “via del gueriero” (Bushi=gueriero e Do=via), si intende un codice comportamentale che i samurai si dettero per disciplinare la loro casta. Questo codice venne messo per iscritto da Tsuramoto Tashiro che raccolse le regole del monaco-samurai Yamamoto Tsunemoto (1659-1719) nel famoso testo Hagakure che significa “all’ombra delle foglie”. Nel Bushido si trovano elementi confuciani, zenisti, scintoisti; Inazo Nitobe scrivendo il suo Bushido nel 1900 ne classifica di due tipi: un Bushido confuciano e uno gueriero. La formazione del samurai ideale fu il risultato di varie componenti, religiose, filosofiche, sociali, che interagirono determinandone le regole da seguire. Sarà proprio il Buddismo zen a rendere lo spirito del samurai forte come la spada. Il Samurai doveva dimostrare impassibilità e autocontrollo in tutte le circostanze e per questo si allenava per anni. Grazie allo zen il Samurai imparava ad avere padronanza assoluta di se stesso in qualsiasi situazione; lo zen insegnava molte altre cose al Samurai, come la magnanimità verso i deboli, i vinti, scrivere poesie o semplicemente ritirarsi a bere del the (cha).
Dall’Hagakure: “un soldato dovrebbe seguire internamente la via della carità ed esternamente quella del coraggio; quindi il monaco imparare dal soldato il coraggio e il soldato imparare dal monaco la carità”.
Il Samurai deve possedere:
- Senso del dovere (Giri)
- Risolutezza (Shiki)
- Generosità (Ansha)
- Fermezza d’animo (Fudo)
- Magnanimità (Doryo)
- Umanità (Ninyo).
Bu Jutsu
June 9th, 2008
Nella lunga storia dell’arte giapponese della guerra esistono moltissime e diverse forme, metodi, armi, ognuno dei quali costituisce una particolarità specifica. Ogni specializzazione va detta Jutsu cioè “Arte” o “Tecnica” che indica il modo particolare in cui vengono compiute certe azioni. Spesso una specializzazione veniva identificata con il nome dell’arma usata dai praticanti oppure dal modo particolate di usare un’ arma (Kenjutsu, Jojutsu, Aikijutsu, ecc..).
Le specializzazioni dell’ arte marziale giapponese sono state perfezionate durante il periodo feudale dalla storia giapponese; tale periodo comprende circa nove secoli (dalla fine del IX all’inizio del X secolo fino alla restaurazione Meiji quando l’età feudale fu proclamata ufficialmente chiusa).
BU JUTSU E BUI JUTSU – ARTE MEDICA DEL GUERIERO
Il termine Bu-jutsu raggruppa tutte le tecniche e le conoscenze che un samurai doveva possedere per riuscire ad assolvere i propri compiti sociali, morali, politici e amministrativi. Il termine è legato soprattutto agli aspetti tecnici, pratici e strategici di tali arti (se fosse inteso come fine educativo o etico diventerebbe Do – la Via). Il Bu-I-Jutsu (Igaku significa medicina) comprendeva i principi e le pratiche per ottenere il benessere personale inteso come equilibrio corpo-mente-spirito. Infatti il Bui-Jutsu esercita e mantiene con costanza lo spirito, il corpo attraverso l’allenamento del movimento fisiologico del fisico in quanto quest’ultimo rappresenta uno specchio del nostro spirito. Le tecniche che comprendono la pratica del “BUIDO” si muovono sui meridiani energetici che attraverso il corpo (Keiraku) e, sia quamdo viene usato a fine terapeutico sia per la difesa marziale, producono un effetto benefico.
Lo studio di ciascun arte comprende l’apprendimento del panorama storico, lo studio dei suoi fattori caratteristici, la filosofia usata per affrontare il combattimento, ecc… .
Tali fattori sono divisi in due categorie:
- Fattori esterni (tecniche di combattimento, ecc..)
- Fattori interni (controllo del KI, ecc..)
Bibliografia da uno scritto, tratto da libri diversi, a cura del Dott. Pavani Giuseppe.
“Crisi” o “Wei Ci”
June 3rd, 2008
Durante la mia esperienza da aikidoka ho dovuto superae diversi momenti di “crisi” dati da mancanze, da una pratica difettosa ed insoddisfacente sia sul piano fisico che interiore.
Ho trascorso periodi che a volte sono durati anche uno o due anni, avendo dentro di mè uno spirito di incompletezza e superficialità, una sorta di periodo critico che si è prolungato sino a quando non si sono “aperte delle porte” che mi hanno fatto salire un gradino di questa scala cosi alta, che conduce alla comprensione dell’Aikido.
In lingua cinese, cui il giapponese è strettamente imparentato, la parola “Crisi” è formata da due ideogrammi: “Wei Ci”. Il primo può essere tradotto come “pericolo”, il secondo come “cambiamento”, “trasformazione”. Forse il momento della crisi è proprio questo, la comprensione nella propria anima del senso frustrante del pericolo e dell’occasione di un cambiamento.
La fortuna, Deo concedente, sta nella possibilità e capacità di attuarlo.
Bibbliografia: sunto tratto dal testo “Aikido l’arte della relazione” di Gianmarco Olivè.
Buon Compleanno Luca
May 29th, 2008
Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Felici, tanti auguri a te.
Aikido 31 Jo-Kata Morihiro Saito
May 27th, 2008
7 Suburi di Ken Morihiro Saito
May 27th, 2008
Kamon cenni storici
May 22nd, 2008
Le origini risalgono al periodo Asuka (603) quando l’imperatore Suiko utilizzò queste immagini sulla propria bandiera. Nel periodo Heian (794-1191) altri nobili utilizzarono i Kamon sulle proprie corazze. Nel periodo Kamakura (1192-1335) fino al periodo Edo (1630-1867), i Samurai posero il proprio simbolo nella bandiera e nell’armatura, per distinguere la propria famiglia dalle altre. Nel periodo Edo inoltre questi simboli comparvero prima sui Kimono di nobili e Samurai, poiin quelli della gente comune riservati alle occasioni formali.
Attualmente il Kamon ha perso molto significato, in quanto le origini e la storia delle varie famiglie sono state perse. Solo alcuni difendono la tradizione e conservano i Kamon ereditati dai loro predecessori.
Ci sono migliaia di Kamon che vengono ragruppati in 7 gruppi: piante, animali, natura, architettura, disegno, lettere. I più popolari sono 10, 9 derivano dal gruppo delle piante e uno dal gruppo degli animali (quì sopra citati).
Gli stemmi possono essere cinque ( uno al centro della schiena tra le scapole, due sulle maniche dietro e due davanti ai lati dello scollo), il massimo della formalità: tre (i tre dietro) oppure solo uno, al centro della schiena. Un altro indice di formalità stà nel modo in cui sono riportati: dipinti, più formale e ricamati (nuitori), meno formale.
Il tipo più formale di stemma è quello dipinto “pieno” o “pieno sole”: hinata mon; è seguito da quello semi delineato o “mezza ombra”: nakakage mon; infine da quello solo delineato o ombra: kage mon. Al fondo della graduatoria, come già detto, quello ricamato (nui mon), che viene usato per ho-mongi e tsukesage ed ha il vantaggio di poter essere tolto e rimesso a seconda dell’occasione.
Testo preso da: http://www.casazen.com
Kamon il simbolo della Famiglia e dei Samurai
May 21st, 2008
Questi simboli si chiamano “Kamon”, all’epoca erano usati per capire la genealogia della famiglia.
Sono nati circa 900 anni fa, i samurai portano questi simboli sul kimono, sulla bandiera e li fanno incidere anche sulla propria tomba.
In Giappone ancor oggi si possono trovare case che espongono il loro “Kamon”.
Molti giovani invece li stanno riscoprendo, indossandoli come ornamenti di moda, su una t-shirt, un cappellino, un foular, disegnati sui jeans ecc…



