Canti del Cammino
February 26th, 2008
E’ multiforme
e ignora ogni confine,
è Aikido
manifestalo al mondo
Usa il tuo Aiki
e attiva e manifesta
ogni potere:
porta pace itorno a te,
crea un mondo più bello!
Se non vorrai
allacciare te stesso
al Vero Nulla
mai potrai comprendere
il sentiero dell’Aiki
Prodi guerieri!
sorgete all’universo
e con tecniche
vere brillate e al
mondo Aikido mostrate!
Vera Vittoria
è la Vittoria sul sè!
Armonizzati
con le pure tecniche
dell’Aiki
salvezza è dentro di te!
Se tu pratichi
diligente le tecniche,
crederai in quello che
si sviluppa e ti forgia.
Ancora e ancora
pratica le tecniche
con tutto il cuore.
Usa il Solo
per sconfiggere i Molti:
questa è la Via del vero Aikidoka
Il mio nemico
solleva la spada
fronteggiandomi,
ma quano vibra il colpo
già sono dietro a lui.
Non ha bisogno
chi ha trovato la luce
in ogni cosa
di sguainare la spada
incauto e senza causa.
Se padroneggi
le tecniche di Aikido
nessun nemico
mai si vorrà arrischiare
a sfidarti sul campo.
Sembra l’Aikido
un cammono si arduo
da comprendere,
ma è piano e naturale
come Cielo che scorre.
Aikido Team Ravenna:
Bibbliografia l’Essenza dell’Aikido gli insegnamenti spirituali del Maestro (a cura di John Stevens) mediterranee.
Sunto di Intervista
February 22nd, 2008
Intervista con Morihiro Saito
di Stanley PraninAiki News#88 (Summer 1991)
Traduzione di Pasquale Robustini
Storicamente, penso che l’Aikido si sia sviluppato da situazioni in cui un samurai non poteva usare la spada. Alcuni critici affermano che l’Aikido non funzionerebbe contro tecniche di combattimento più moderne, come il Karate. Lei che ne pensa?
L’Aikido comprende il ”Tanto dori” (difesa da coltello), ”Tachi dori” (difesa da spada) e ”Jo dori” (difesa da bastone). Durante queste tecniche, se si permette alla lama anche solo di toccare il corpo si può restare uccisi, mentre un pugno o un calcio non possono farlo, a meno che non colpiscano un punto vitale. Una spada ha bisogno solo di un leggero contatto per ferire gravemente od uccidere e noi impariamo a difenderci da una spada a mani nude. Se teniamo in mente questo, si tratta di un allenamento valido.
Pensa che l’Aikido senza ”atemi” possa essere efficace contro un attacco di potenza?
L’Aikido comprende gli ”atemi” (colpo), sebbene naturalmente l’allenamento non sia la stessa cosa della realtà, infatti non applichiamo l’atemi a pieno nel dojo (luogo di pratica). Nel Taijutsu, l’atemi è un allenamento vitale che enfatizziamo molto nel nostro dojo. Nella mia esperienza ho potuto constatare che oggi gli atemi non vengono insegnati in molti dojo di Aikido, ma nei filmati si vede che O-Sensei li utilizzava spesso.
Oggi l’Aikido è insegnato in molti modi diversi ed è un bene poter imparare da insegnanti diversi. Non dovremmo proibire agli studenti di andare da altri maestri. Ci sono alcuni Shihan che ne fanno un vero problema, ma io penso che si sbaglino.
Nell’Aikido l’atemi è usato specialmente contro attacchi da arma; lei pensa sia Auspicabile che gli aikidoka imparino ad affrontare attacchi tipo quelli di karate, ora che sono così diffusi?
Si, penso che si dovrebbe. Non va evitato. Ci sono molte tecniche di base che ci possono insegnare ad affrontare il Karate, così come tsuki e yokomenuchi. Un gruppo fondato da alcuni dei miei studenti pratica una forma di difesa contro attacchi di Karate molto interessante. Un IV° Dan sia di Aikido che di Judo è in grado di schivare attacchi di Karate per poi entrare e proiettare o bloccare il suo attaccante in una splendida esibizione di tecniche di Aikido. Raccomanderei anche una intensa pratica di tecniche come yokomenuchi e tachi dori.
Lei pone una grande enfasi sulle armi e basa il suo insegnamento sui principi della spada. Cosa pensa dell’attuale situazione dell’Aikido altrove?
Non conosco altro aikido che quello di O-Sensei. Mi è stato insegnato da O-Sensei dai 18 ai 41 anni e l’ho servito allo stesso modo di uno studente interno, quindi non conosco altri insegnanti. Molti Shihan creano nuove tecniche e penso sia una cosa meravigliosa, ma dopo averle analizzate sono ancora convinto che nessuno può sorpassare O-Sensei. Penso sia meglio seguire le forme che ci ha lasciato.
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Per visionare l’intervista completa digitare:
http://www.tsunamidojo.it/intervista.html
P.S. Trovo sia molto utile fare esperienze di vari insegnamenti, ma mi ritengo fortunato di avere un Maestro dalla grande esperienza e dal bagaglio tecnico come Giorgio Oscari. Sicuramente non disdegnerò, se ne avrò l’occasione, di praticare con altri insegnanti di alto livello; senza dimenticare tutte le volte che continuerò a praticare con il mio maestro, di eseguire soltanto ciò che lui mi insegnerà, lasciando così in tal modo le altre esperienze solo come un arricchimento personale. Il tutto con lo scopo di forgiare meglio il mio modo di fare Aikido che, non deve essere diverso dagli altri, ma deve essere solo adattato alla mia persona fisica e unica.
Federico Bernardi Aikido Team Ravenna
Riflessione
February 20th, 2008
Aikido e la sfericità

Trovo molto interessante questo disegno, credo esprima chiaramente uno dei concetti di base dell’Aikido, cioè quello della sua sfericità. In ogni tecnica bisogna ricercare questo movimento sferico e lo si deve accentuare facendolo propagare, dal centro del nostro corpo, fino all’estremità delle nostre dita e oltre.
”L’esperienza non ha distanza”
January 28th, 2008
Il 26 e 27 /01 /2008 sono andato a Modena per praticare allo stage ATAGO diretto dal M°Giorgio Oscari. Lo Stage si è svolto molto regolarmente, sabato nel primo pomeriggio Jo ed a seguire taijutzu, la domenica mattina Ken ed a seguire Taijutzu. Sono stati consegnati i nuovi libretti, le tessere di affiliazione ed gli attestati delle associazioni iscritte alla ATAGO. Lo Stage è stato come sempre molto piacevole e dal grande livello tecnico. Ho visto il M°Giorgio Oscari in gran forma e molto sereno. Allo stage ho conosciuto due persone, che venivano dal sud italia per poter praticare con il M°Oscari, uno di loro addirittura è venuto in treno facendosi ben 18 ore di viaggio. Questo mi ha fatto capire quanto siamo fortunati ad avere un referente di così alto livello a solo 1 ora di macchina da Ravenna (traffico di Bologna permettendo).
Federico Bernardi
Aspetti della Dualità
January 16th, 2008
Ognuno di noi possiede potenzialmente due corpi:
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Corpo Organico – il corpo materiale, che ha bisogno di nutrirsi, che respira, che lavora, accumula ricchezze, che consuma la vita.
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Corpo Alchemico – il nostro spirito, che si trasforma con l’esperienza, che impara dal proprio corpo a migliorare la mente e dalla propria mente per migliorare il corpo, un corpo che vive la vita.
Chi vive solamente nel materialismo vive senza assaporare il significato vero della vita. Chi vive solo di spiritualismo perde il sapore e l’esperienza terrena dell’esistenza.
E’ importante capire questo dualismo per capire il legame tra arti marziali tradizionali in rapporto alla nostra vita quotidiniana.
Corpo – Spirito
Materiale – Divino
Corpo – Mente
Ventre – Mente
Nascita – Morte
Interno – Esterno
Inspirazione – Espirazione
Terra – Cielo
Ghiaccio - Vapore
Materia – Spirito
Duro – Morbido
Cedevolezza – Resistenza
Sviluppando entrambe le conoscenze si acquisisce le facoltà di analizzarsi e visione complessiva indispensabili a consumare e vivere la vita. Il passaggio la regolazione, l’armonia, l’unione, il divenire tra i due estremi è dato dalla centralità:
Corpo – Essere – Spirito
Materia – Umano – Divino
Corpo – Sentimento – Mente
Ventre – Cuore – Mente
Nascita – Vita – Morte
Interni – Centro – Esterno
Inspirazione – Respirazione – Espirazione
Terra – Acqua – Cielo
Ghiaccio – Acqua – Vapore
Solido – Liquido – Gassoso
Materia – Umanità – Spirito
Duro – Elastico – Morbido
Cedevole – Integrazione – Resistenza
Quadrato – Cerchio – Triangolo
I significati nella loro centralità rappresentano il divenire, l’Armonizzazione, l’equilibrio tra i due estremi.
La materia è di questa terra, il divino non è di questa terra, il divenire è nella vita, essa è la metamorfosi tra umano e divino.
Conclusione: sono molte le scuole di Aikido che non praticano più (o che non hanno mai praticato) le basi KI HON, passando direttamente alla fase KI NO NAGARE, giustificandosi dichiarando che l’Aikidodeve essere ” morbidezza e armonia” , svincolato dalla rigidità, dalla forza, dalla durezza. Questo è vero, ma questa ”morbidezza e armonia” deve essere acquisita, guadagnata, passando dal duro al morbido dalla scoordinazione all’armonizzazione, analizzandone tutti i passaggi, altrimenti non sarà mai vera morbidezza e vera armonia. Non è possibile fare un buon Ki no Nagare senza conoscere il Ki Hon, non è possibile arrivare al Takemusu Aiki se non si è passati per il Ki Hon e il Ki no Nagare.
Testo estrapolato da degli scritti di Giancarlo Giuriati.
Il Sangen (quadrato, cerchio e triangolo)
January 16th, 2008
Il M° Ueshiba Morihei, nelle sue lezioni spesso dichiarava: ”L’unico modo in cui posso davvero spiegare l’essenza dell’Aikido è quello di tracciare un triangolo, un cerchio e un quadrato”. Il simbolo del quadrato, cerchio e triangolo rappresentano per l’aikido gli stati della trasformazione Solido-Fluido-Liquido-Gassoso.
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Quadrato - La dimensione solida (il corpo, la materia, durezza, sostanza)
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Cerchio - La dimensione fluida-liquida ( il divenire- la tecnica, il metodo, l’azione)
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Triangolo – Il divenuto il raggiunto (con la punta verso l’alto rappresenta il fuoco, il cielo. Le tre punte rappresentano la triade: passato-presente-futuro, mente-corpo-spirito).
Se non si riesce ad afferrare l’essenza dell’aikido le tecniche non diverranno mai vive.
Testo estrapolato dagli scritti di Giancarlo Giuriati.
La Simbologia dell’Aikido
January 6th, 2008
L’Aikido è unico in molteplici sensi. In particolare per ciò che concerne i movimenti del corpo e dei piedi. O’ Sensei paragonava le forme dell’Aikido a simboli geometrici.
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Triangolo: creatività;
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Cerchio: sviluppo illimitato;
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Quadrato: stato di armonia.
In altri termini questi segni simbolizzano:
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Triangolo: postura e posizione dei piedi (Hanmi);
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Cerchio: la natura del movimento (Kokyu);
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Quadrato: unione di movimento ed efficacia della tecnica (Awase).
Se si studia attentamente, il termine Ai Ki Do indica che, nel praticare quest’arte, è data priorità all’armonizzazione del vostro Ki con quello del vostro Partner. Il Ki intangibile si manifesta nella forma di Triangolo, Cerchio, Quadrato, delle quali dovete servirvi per controllare il Ki del vostro partner. Se si riesce a realizzare questo e ci si allena duramente, i progressi in Aikido saranno più veloci.
P.S. Il M° Giorgio Oscari dice sempre: ”..non si stà facendo Aikido se non si è in Hanmi, Kokyu e Awase‘..’ .
Precauzione per l’allenamento
January 6th, 2008
Sono sei i punti nei quali O’ Sensei volle riassumere le proprie indicazioni relative allo svolgimento della pratica e dell’allenamento.
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Lo scopo originario del Bu Jutsu era di uccidere un nemico con un solo colpo: dal momento che tutte le tecniche possono essere letali, osserva le indicazioni dell’insegnante e non misurarti in prove di forza.
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Il Bu Jutsu è un arte in cui l’uomo è utilizzato per colpire i molti. Perciò allenati sempre a essere consapevole, all’erta verso gli avversari da quattro o otto direzioni.
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Allenati sempre in modo appassionato e gioioso.
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L’insegnante può impartire solo una piccola porzione dell’insegnamento: solo attraverso un allenamento incessante potrai ottenere l’esperienza necessaria a far vivere questi misteri. Non andare a caccia di molte tecniche: una ad una rendi tua ciascuna tecnica.
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Nell’allenamento giornaliero, inizia con movimenti di base per irrobustire il corpo senza sovraffaticarlo. Spendi i primi dieci minuti nel riscaldamento e non ci sarà pericolo di farsi male, anche per gli anziani. Divertiti nell’allenamento e sforzati di capirne il vero scopo.
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Allenarsi in Aikido significa promuovere i valori della ”Via” e costruire il proprio carattere. Le tecniche si trasmettono da persona a persona individualmente, e non dovrebbero essere rese indiscriminatamente di pubblico dominio. Tecniche segrete di questo tipo non devono essere usate per scopi malvagi.
Bibliografia: Aikido una via dello spirito – edizioni xenia
Regolamento del dojo di O’ Sensei
December 22nd, 2007
- Una tecnica di Aikido ha la possibilità di uccidere con un colpo, per questo gli studenti devono fare attenzione e seguire gli insegnamenti del maestro e non bisogna ingaggiare competizioni per vedere chi è più forte.
- L’Aikido insegna come affrontare più nemici contemporaneamente. gli studenti, con la pratica, sviluppano un’attenzione particolare anche al di fuori del campo visivo.
- La pratica deve essere fatta in una atmosfera piacevole e felice.
- Il maestro insegna solo alcuni aspetti dell’arte marziale, gli altri dovranno essere trovati dallo studente attraverso la pratica e l’esercizio.
- Nella pratica bisogna iniziare lentamente per poi aumentare il ritmo. Non bisogna forzare niente in modo eccessivo. Se queste poche regole saranno seguite nessuno si farà male e l’atmosfera sarà piacevole e felice.
- La pratica dell’Aikido esercita mente e corpo alla sincerità, tutte le tecniche sono trasmesse personalmente da persona a persona per evitare che siano utilizzate da malintenzionati.
Perchè fare Aikido e Chi crede di fare Aikido
December 20th, 2007
L’ Aikido è sempre stato considerato la tecnica di combattimento propria dei gentiluomini. Emerso da un periodo lunghissimo d’oscurità in oriente, secondo la tradizione era noto soltanto ad una ristretta cerchia di persone generalmente di rango elevato. L’arte marziale conosciuta oggi come Aikido appare a prima vista come un metodo altamente dinamico e dalle molteplici possibilità strategiche per difendersi efficacemente da un numero vastissimo di attacchi violenti; ottenuto da una sintesi intelligente ed accurata delle antiche arti del guerriero nipponico, l’aikido è definito come una delle arti marziali giapponesi più misteriose e complesse.
Ad un esame più accurato – “e questo è l’aspetto che colpisce maggiormente le persone che riescono a vedere oltre la dimensione marziale di quest’arte” – l’Aikido si rivela anche come un metodo per rafforzare il corpo e la mente, al fine di sviluppare una personalità equilibrata ed intelligente.
Ma perchè fare Aikido?
“Perchè è unico”. Quasi tutte le altre arti marziali tradizionali, dopo tutto, affermano di essere metodi di autodifesa efficaci e molte di esse possono essere praticate sia da persone giovani sia da quelle anziane. L’Aikido si proclama un’arte di difesa puramente riflessiva, attivata eticamente da un attacco violento, non provocato. Nella sua filosofia quest’arte vuole dunque ottenere la neutralizzazione dell’aggressore senza causare danni irreparabili ed inevitabili, non creando cioè complicazioni ulteriori.
Nella pratica dell’arte si studia l’Hara, il centro addominale dell’uomo, punto di coordinamento mentale e fisico per agire entro e fuori i limiti del tappeto di allenamento, e del Ki, energia centralizzata da impiegare nella reazione ad attacco ingiustificato. Entrambi questi concetti vanno vissuti in senso più ampio in modo da trovare un equilibrio ed una armonia con tutto ciò che ci circonda: cose, persone, animali, tempo e spazio, vivendo l’esistenza nella sua interezza. La pratica dell’Aikido, nelle sue strategie, tattiche, movimenti preparatori e tecniche conclusive di neutralizzazione, si rivela come singolarmente rilassata, priva di tensioni ed irrigidimenti paralizzanti, e come tipicamente circolare, fluida, ampia.
Chi crede di fare Aikido? Tutti coloro che praticano pensando di completare una mancanza “che invece è voluta” di attacchi o colpi violenti, non necessari per chi pratica la vera filosofia di quest’arte. Chiunque non sia capace di relazionarsi con gli altri stili di arti marziali e che vede la propria crescita individuale come un traguardo di potere e comando: “L’Aikido si pratica per migliorare se stessi e per armonizzarsi con gli altri”.
I maestri che vedono nei propri allievi rivalità e sentimento di ribellione. Coloro che praticano una qualsiasi arte marziale come l’Aikido e usano frasi come “Ti aspetto fuori”. Il praticante o Maestro dalla grande padronanza tecnica ma senza carisma che vuole dimostrare la sua forza e non si adegua al livello tecnico del compagno o allievo con cui stà praticando. Il Maestro che impone il rispetto e la disciplina ai propri allievi – rispetto che va guadagnato, gli allievi che scelgono il proprio Maestro – e che vuole impedire all’allievo di vivere le proprie esperienze nel rispetto dell’etica marziale. Chi pratica Aikido e rinnega il proprio Maestro o allievo: le esperienze vissute sono frutto del proprio bagaglio tecnico fisico e spirituale.
Federico Bernardi
Bibliografia: “AIKIDO e la sfera dinamica” edizioni Mediterranee