Sono innamorato dell’Aikido, lo sento in mè, mi coinvolge per i suoi movimenti, per come mi fà lavorare la mente, muta il mio comportamento, mi aiuta nelle relazioni di tutti i giorni, mi calma, mi da la possibilità di conoscere persone, mi aiuta a capire come vivere in armonia con tutto ciò che mi circonda e mi accade. Mi fa male sentire i commenti degli ignoranti , di chi vede nelle ”Arti Marziali” solo lo sfogo di una violenza gratuita. Di chi confonde l’approccio ad una cultura diversa dai tanti insegnamenti con il brutale pensiero di far del male. Basti pensare che in Giappone, in Cina ed in gran parte dell’Asia, all’interno delle scuole vengono insegnate appundo ”Arti” come il Judo – il Karate – il Kendo e l’AIKIDO, in modo da dare ai figli una disciplina, una formazione fisico mentale, uno sfogo istruttivo e un insegnamento di vita. Non come nelle scuole Italiane dove, spesso, anzi sempre durante le due ore di ginnastica i bambini vengono mollati a giocare a calcetto, mentre le femmine giocano a pallavolo, ma la cosa più preoccupante è che molte volte vengono seguiti per modo di dire, da persone non qualificate, le quali devono solo assicurarsi che non scoppino risse o non venga distrutto niente. Vi sono molti più esaltati in altri sport e veramente pochissimi trà i praticanti di Arti Marziali.

Il codice d’onore di chi pratica un’arte marziale è un codice di vita, non è un codice di violenza gratuita come tante persone pensano. Bisogna dedicarvisi con intelligenza, pazienza e perseveranza. E’ un cammino lungo, tortuoso e benefico e non è affatto semplice.   

Aikido Team Ravenna  

Aspetti della Dualità

January 16th, 2008

Ognuno di noi possiede potenzialmente due corpi:

  • Corpo Organico – il corpo materiale, che ha bisogno di nutrirsi, che respira, che lavora, accumula ricchezze, che consuma la vita.
  • Corpo Alchemico – il nostro spirito, che si trasforma con l’esperienza, che impara dal proprio corpo a migliorare la mente e dalla propria mente per migliorare il corpo, un corpo che vive la vita.

Chi vive solamente nel materialismo vive senza assaporare il significato vero della vita. Chi vive solo di spiritualismo perde il sapore e l’esperienza terrena dell’esistenza.

E’ importante capire questo dualismo per capire il legame tra arti marziali tradizionali in rapporto alla nostra vita quotidiniana.

Corpo – Spirito

Materiale – Divino

Corpo – Mente

Ventre – Mente

Nascita – Morte

Interno – Esterno

Inspirazione – Espirazione

Terra – Cielo

Ghiaccio - Vapore

Materia – Spirito

Duro – Morbido

Cedevolezza – Resistenza

Sviluppando entrambe le conoscenze si acquisisce le facoltà di analizzarsi e visione complessiva indispensabili a consumare e vivere la vita. Il passaggio la regolazione, l’armonia, l’unione, il divenire tra i due estremi è dato dalla centralità:

Corpo – Essere – Spirito

Materia – Umano – Divino

Corpo – Sentimento – Mente

Ventre – Cuore – Mente

Nascita – Vita – Morte

Interni – Centro – Esterno

Inspirazione – Respirazione – Espirazione

Terra – Acqua – Cielo

Ghiaccio – Acqua – Vapore

Solido – Liquido – Gassoso

Materia – Umanità – Spirito

Duro – Elastico – Morbido

Cedevole – Integrazione – Resistenza

Quadrato – Cerchio – Triangolo

I significati nella loro centralità rappresentano il divenire, l’Armonizzazione, l’equilibrio tra i due estremi.

La materia è di questa terra, il divino non è di questa terra, il divenire è nella vita, essa è la metamorfosi tra umano e divino.

Conclusione: sono molte le scuole di Aikido che non praticano più (o che non hanno mai praticato) le basi KI HON, passando direttamente alla fase KI NO NAGARE, giustificandosi dichiarando che l’Aikidodeve essere ” morbidezza e armonia” , svincolato dalla rigidità, dalla forza, dalla durezza. Questo è vero, ma questa ”morbidezza e armonia” deve essere acquisita, guadagnata, passando dal duro al morbido dalla scoordinazione all’armonizzazione, analizzandone tutti i passaggi, altrimenti non sarà mai vera morbidezza e vera armonia. Non è possibile fare un buon Ki no Nagare senza conoscere il Ki Hon, non è possibile arrivare al Takemusu Aiki se non si è passati per il Ki Hon e il Ki no Nagare.

Testo estrapolato da degli scritti di Giancarlo Giuriati.

Il M° Ueshiba Morihei, nelle sue lezioni spesso dichiarava: ”L’unico modo in cui posso davvero spiegare l’essenza dell’Aikido è quello di tracciare un triangolo, un cerchio e un quadrato”. Il simbolo del quadrato, cerchio e triangolo rappresentano per l’aikido gli stati della trasformazione Solido-Fluido-Liquido-Gassoso.

  • Quadrato - La dimensione solida (il corpo, la materia, durezza, sostanza)
  • Cerchio - La dimensione fluida-liquida ( il divenire- la tecnica, il metodo, l’azione)
  • Triangolo – Il divenuto il raggiunto (con la punta verso l’alto rappresenta il fuoco, il cielo. Le tre punte rappresentano la triade: passato-presente-futuro, mente-corpo-spirito).

Se non si riesce ad afferrare l’essenza dell’aikido le tecniche non diverranno mai vive.

Testo estrapolato dagli scritti di Giancarlo Giuriati.

In Aikido non ci sono nemici

January 15th, 2008

“Non esiste nemico in Aikido. Vi sbagliate se pensate che il Budò significhi avere avversari e nemici, ed essere forti e sconfiggerli: non ci sono né avversari né nemici nel vero Budò. Il Budò è essere una cosa sola con l’Universo. Colui che ha penetrato il segreto dell’Aikido ha l’Universo in se stesso e può affermare “io sono l’Universo”.
Io non sono mai stato sconfitto, per quanto efficacemente un combattente potesse attaccare. Questo non perché la mia tecnica sia più rapida e potente, non è un fatto di forza o velocità: Il combattimento è finito ancor prima di cominciare. Quando qualcuno cerca di combattere con me, egli deve rompere l’Armonia dell’Universo, perciò nel momento stesso in cui sorge in lui l’idea di lottare, egli è già battuto. Non c’è una misura del tempo veloce o lento: Aikido è non-resistenza, esso è sempre vincitore.

Se il Cuore è aperto e puro, non c’è spazio per il danno… e, al livello più profondo, Amore e Volontà sono una cosa sola.”

Morihei Ueshiba

La Simbologia dell’Aikido

January 6th, 2008

L’Aikido è unico in molteplici sensi. In particolare per ciò che concerne i movimenti del corpo e dei piedi. O’ Sensei paragonava le forme dell’Aikido a simboli geometrici.

  • Triangolo: creatività;
  • Cerchio: sviluppo illimitato;
  • Quadrato: stato di armonia.

In altri termini questi segni simbolizzano:

  • Triangolo: postura e posizione dei piedi (Hanmi);
  • Cerchio: la natura del movimento (Kokyu);
  • Quadrato: unione di movimento ed efficacia della tecnica (Awase).

Se si studia attentamente, il termine Ai Ki Do indica che, nel praticare quest’arte, è data priorità all’armonizzazione del vostro Ki con quello del vostro Partner. Il Ki intangibile si manifesta nella forma di Triangolo, Cerchio, Quadrato, delle quali dovete servirvi per controllare il Ki del vostro partner. Se si riesce a realizzare questo e ci si allena duramente, i progressi in Aikido saranno più veloci.

P.S. Il M° Giorgio Oscari dice sempre: ”..non si stà facendo Aikido se non si è in Hanmi, Kokyu e Awase‘..’ .

Sono sei i punti nei quali O’ Sensei volle riassumere le proprie indicazioni relative allo svolgimento della pratica e dell’allenamento.

  • Lo scopo originario del Bu Jutsu era di uccidere un nemico con un solo colpo: dal momento che tutte le tecniche possono essere letali, osserva le indicazioni dell’insegnante e non misurarti in prove di forza.
  • Il Bu Jutsu è un arte in cui l’uomo è utilizzato per colpire i molti. Perciò allenati sempre a essere consapevole, all’erta verso gli avversari da quattro o otto direzioni.
  • Allenati sempre in modo appassionato e gioioso.
  • L’insegnante può impartire solo una piccola porzione dell’insegnamento: solo attraverso un allenamento incessante potrai ottenere l’esperienza necessaria a far vivere questi misteri. Non andare a caccia di molte tecniche: una ad una rendi tua ciascuna tecnica.
  • Nell’allenamento giornaliero, inizia con movimenti di base per irrobustire il corpo senza sovraffaticarlo. Spendi i primi dieci minuti nel riscaldamento e non ci sarà pericolo di farsi male, anche per gli anziani. Divertiti nell’allenamento e sforzati di capirne il vero scopo.
  • Allenarsi in Aikido significa promuovere i valori della ”Via” e costruire il proprio carattere. Le tecniche si trasmettono da persona a persona individualmente, e non dovrebbero essere rese indiscriminatamente di pubblico dominio. Tecniche segrete di questo tipo non devono essere usate per scopi malvagi.

Bibliografia: Aikido una via dello spirito – edizioni xenia

Il Comportamento ed il Saluto

January 4th, 2008

Ai praticanti è fortemente raccomandato l’attenersi a poche semplici regole il cui scopo è

  • Arrivare sempre in orario, almeno 10 minuti prima già cambiati sul tatami.
  • Se si dovesse arrivare in ritardo è buona regola aspettare un cenno del proprio insegnante prima di salire sul tatami.
  • Le ciabatte non devono essere posizionate a caso, ma ordinate lungo la linea del tatami dove vi è l’ingresso, la parte anteriore rivolta verso l’uscita.
  • All’ora di inizio lezione, il Maestro batte le mani e subito tutti gli allievi devono disporsi in fila di fronte al Kamiza (muro degli dei) in ordine di grado, si fà un inchino ed il Maestro chiama la ginnastica. A fine riscaldamento il Maestro batte le mani e ci si dispone per il saluto iniziale.
  • Il Maestro si colloca spalle al Kamiza, i collaboratori all’insegnamento nella fila alla sua destra, i Dan nella fila alla sua sinistra, ed i Kyu di fronte in ordine per anzianità e cintura.
  • Nella fase del saluto si richiede la massima concentrazione e silenzio: appena tutti sono nella propria posizione, si attende il ”Seiza” e ci si mette in ginocchio.
  • Il Maestro si gira fronte al Kamiza e dopo qualche minuto di silenzio richiama tutti alla concentrazione attraverso la  meditazione, che dura il tempo di una lenta espirazione. ”Yame!” sancisce la fine della meditazione, dopo pochi istanti si eseguono due riverenze in preghiera alla fine delle quali vengono eseguiti due battiti di mani, il tutto in perfetta sincronia: ”Mokuso”
  • Il Maestro si gira verso gli alievi e pronuncia la frase di rito ”O NEGAI SHIMASU” (augurio di una buona pratica), gli alievi rispondono ”O NEGAI ITASHIMASU” ( esprime il desiderio di una buona pratica). Il Maestro si alza ed ha inizio la lezione.
  • Durante le fasi cambio esercizio, per un lavoro migliore è buona norma che siano i Kyu ad andare a cercare i Dan e non il viceversa.
  • Durante la lezione, in qualsiasi dojo o in qualsiasi stage, una volta saliti sul tatami non vi si può più uscire se non per problemi di una certa importanza, (andare a bere o in bagno non rientrano frà i problemi gravi, è sufficente farlo prima della lezione o attenderne la fine). Queste regole hanno lo scopo di esprimere un pò di marzialità, non è bello vedere andare e venire gente sul tatami, ed inoltre potrebbe distrarre il lavoro degli altri praticanti.
  • Sotto al kimono è consentito mettere una maglietta (ma di colore bianco), l’igene personale deve essere impeccabile ed il proprio abbigliamento sempre pulito e stirato.
  • La lezione termina con il saluto che viene svolto esattamente come sopra indicato tranne per le parole: il Maestro dirà ” DOMO ARIGATO’ ” ( grazie per la disponibilità), gli allievi risponderanno ” DOMO ARIGATO GOZAIMASHITA ” (ringraziamento di contraccambio).
  • Alla fine del saluto, sia iniziale che finale, ci si alza sempre dopo il maestro, in ordine di anzianità.
  • Una tecnica di Aikido ha la possibilità di uccidere con un colpo, per questo gli studenti devono fare attenzione e seguire gli insegnamenti del maestro e non bisogna ingaggiare competizioni per vedere chi è più forte.
  • L’Aikido insegna come affrontare più nemici contemporaneamente. gli studenti, con la pratica, sviluppano un’attenzione particolare anche al di fuori del campo visivo.
  • La pratica deve essere fatta in una atmosfera piacevole e felice.
  • Il maestro insegna solo alcuni aspetti dell’arte marziale, gli altri dovranno essere trovati dallo studente attraverso la pratica e l’esercizio.
  • Nella pratica bisogna iniziare lentamente per poi aumentare il ritmo. Non bisogna forzare niente in modo eccessivo. Se queste poche regole saranno seguite nessuno si farà male e l’atmosfera sarà piacevole e felice.
  • La pratica dell’Aikido esercita mente e corpo alla sincerità, tutte le tecniche sono trasmesse personalmente da persona a persona per evitare che siano utilizzate da malintenzionati.

L’ Aikido è sempre stato considerato la tecnica di combattimento propria dei gentiluomini. Emerso da un periodo lunghissimo d’oscurità in oriente, secondo la tradizione era noto soltanto ad una ristretta cerchia di persone generalmente di rango elevato. L’arte marziale conosciuta oggi come Aikido appare a prima vista come un metodo altamente dinamico e dalle molteplici possibilità strategiche per difendersi efficacemente da un numero vastissimo di attacchi violenti; ottenuto da una sintesi intelligente ed accurata delle antiche arti del guerriero nipponico, l’aikido è definito come una delle arti marziali giapponesi più misteriose e complesse.
Ad un esame più accurato – “e questo è l’aspetto che colpisce maggiormente le persone che riescono a vedere oltre la dimensione marziale di quest’arte” – l’Aikido si rivela anche come un metodo per rafforzare il corpo e la mente, al fine di sviluppare una personalità equilibrata ed intelligente.

Ma perchè fare Aikido?
“Perchè è unico”. Quasi tutte le altre arti marziali tradizionali, dopo tutto, affermano di essere metodi di autodifesa efficaci e molte di esse possono essere praticate sia da persone giovani sia da quelle anziane. L’Aikido si proclama un’arte di difesa puramente riflessiva, attivata eticamente da un attacco violento, non provocato. Nella sua filosofia quest’arte vuole dunque ottenere la neutralizzazione dell’aggressore senza causare danni irreparabili ed inevitabili, non creando cioè complicazioni ulteriori.

Nella pratica dell’arte si studia l’Hara, il centro addominale dell’uomo, punto di coordinamento mentale e fisico per agire entro e fuori i limiti del tappeto di allenamento, e del Ki, energia centralizzata da impiegare nella reazione ad attacco ingiustificato. Entrambi questi concetti vanno vissuti in senso più ampio in modo da trovare un equilibrio ed una armonia con tutto ciò che ci circonda: cose, persone, animali, tempo e spazio, vivendo l’esistenza nella sua interezza. La pratica dell’Aikido, nelle sue strategie, tattiche, movimenti preparatori e tecniche conclusive di neutralizzazione, si rivela come singolarmente rilassata, priva di tensioni ed irrigidimenti paralizzanti, e come tipicamente circolare, fluida, ampia.

Chi crede di fare Aikido? Tutti coloro che praticano pensando di completare una mancanza “che invece è voluta” di attacchi o colpi violenti, non necessari per chi pratica la vera filosofia di quest’arte. Chiunque non sia capace di relazionarsi con gli altri stili di arti marziali e che vede la propria crescita individuale come un traguardo di potere e comando: “L’Aikido si pratica per migliorare se stessi e per armonizzarsi con gli altri”.
I maestri che vedono nei propri allievi rivalità e sentimento di ribellione. Coloro che praticano una qualsiasi arte marziale come l’Aikido e usano frasi come “Ti aspetto fuori”. Il praticante o Maestro dalla grande padronanza tecnica ma senza carisma che vuole dimostrare la sua forza e non si adegua al livello tecnico del compagno o allievo con cui stà praticando. Il Maestro che impone il rispetto e la disciplina ai propri allievi – rispetto che va guadagnato, gli allievi che scelgono il proprio Maestro – e che vuole impedire all’allievo di vivere le proprie esperienze nel rispetto dell’etica marziale. Chi pratica Aikido e rinnega il proprio Maestro o allievo: le esperienze vissute sono frutto del proprio bagaglio tecnico fisico e spirituale.

Federico Bernardi

Bibliografia: “AIKIDO e la sfera dinamica” edizioni Mediterranee