L’Aikido e i bambini
December 21st, 2007

Il M° Federico Bernardi collabora con il M° Angelo Cacciatore presso il Villaggio del Fanciullo, Ponte Nuovo, Ravenna.
“L’Aikido può essere di valido aiuto nell’educazione dei bambini. Nonostante la pratica dell’Aikido sia severa, quando i movimenti si armonizzano con le leggi della natura esprimono bellezza. Per questo, quando i fanciulli apprendono l’Aikido, il desiderio di raggiungere quella “severa bellezza” si fa progressivamente strada nei loro cuori. Nel cammino verso l’adolescenza questo desiderio influenzerà sensibilmente la formazione del loro carattere.
Se l’Aikido viene praticato con animo sincero e l’aspirazione alla bellezza che i fanciulli ricavano dall’applicazione della disciplina è profondamente radicata nei loro cuori, si può essere certi che i semi gettati porteranno a frutto le nostre speranze per il futuro che essi rappresentano. L’Aikido insegna anche l’umiltà. I movimenti dell’Aikido sono naturali e razionali, devisati, appunto, per fondersi con le leggi della natura. Durante gli allenamenti, le tecniche vengono ripetute più e più volte così che il corpo, impadronitosi dei movimenti corretti, possa eseguirli con disinvoltura e semplicità.
La pratica dell’Aikido non sviluppa uno spirito competitivo finalizzato unicamente a vincere. Si dice che il corpo esprima ciò che è nell’animo o meglio che il corpo sia lo specchio dell’animo. Mentre si ripetono con costanza i movimenti naturali dell’Aikido perché il corpo li assimili e li faccia propri, lo spirito apprende l’umiltà. Applicandosi con passione e imparando correttamente si acquista inoltre, una maggiore sicurezza di sé. Dalla pratica dell’Aikido deriva non solo sicurezza, ma calma e serenità nella misura in cui l’allievo sente di poter confidare in se stesso.”
tratto da un testo di Kisshomaru Ueshiba




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